PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 31/03/2008
Voglio dirvi di A. Solzenicyn.

Capitano d’artiglieria
riportò sana e salva
a casa
la sua batteria.
Giuro! La tiro fuori dalla Sacca
di Szczecin, in barba ai tedeschi.
Per questo ebbe una medaglia.
E un encomio solenne
in grassetto sull’organo di stampa
del Partito.
Conosceva la tecnica
E la dedizione.
Ma davanti al suo generale,
un commissario politico
gli ordinò di consegnare
la pistola d’ordinanza.
E gli strappò
i gradi e le mostrine della brigata
dalla giubba da combattimento.
Sei stato denunciato, gli disse.
Tanto bastava.
Lo stellare congegno di Stalin
ben oliato
funzionava a dovere.
La prassi fu rispettata
E l’Armata Rossa
venne privata
di uno dei suoi migliori ufficiali.
La prassi fu rispettata:
alla denuncia seguì l’arresto
all’arresto seguì l’interrogatorio
all’interrogatorio il processo
al processo, la condanna.
Otto anni
ai lavori forzati.
Per l’eroe di guerra e della patria,
la patria spalancò
con sistema e caparbietà
la porta dell’inferno.
Così S. approdò alla tetra costa
dell’Arcipelago.

Leggete il libro
di quel sopravvissuto!
Contate con lui
le inutili morti!
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Lo accetto volentieri. A me la primavera piace come tutto ciò che è cambiamento. però mi da dei problemi umorali...come tutto ciò che è cambiamento. cosa ti succede a primavera?

il 01/04/2008 alle 08:32

allora il problema non è tuo, ma di chi ti incontra. voglio dire, un leone mica si fa problemi perchè è tale

il 01/04/2008 alle 11:39

si. spietata. come l'antilope che non si lascia mangiare.

il 01/04/2008 alle 14:29

è solo il punto di vista del leone. le cose mi piace guardarle da ogni angolazione. si sa mai.

il 02/04/2008 alle 08:34