Ti respiro di notte a luna piena,
in questa primavera d’agosto,
in questo talamo nascosto,
su cui cova il nido la falena.
Ti guardo respirare, avvoltoio,
che ti nutri del mio fango
e che fai eldorado ogni nuvola.
T’amo
è la parola dei poeti.
Bussola
il battito dei nauti.
Cera
la debolezza d’Icaro.
Noi due fissiamo
(rinnovando)
l’eternità.