Ti slanci verso me,
fai la verticale;
Ti guardano incantati i giganti di granito,
si sciolgono, a guardarti,
in perle di cristallo.
La traccia del tuo passagio,
piccole impronte in fila indiana,
che la risacca scioglierà nel suo abbraccio.
L’oceano stende ai tuoi piedi un tappeto di schiuma
Lanci granate di sabbia nell’acqua,
piccole onde si frangono ai tuoi piedi
lambendo le tue gambe affusolate di bambina,
accovacciandosi intorno a te.
Siete sorelle, tu e loro.
Nulla ti passa per la testa,
nulla se non il gesto,
il movimento che si esaurisce
nel proprio stesso compimento.
Con la mano scosti ciocche di capelli che il vento ha scompigliato.
Poi ti volti,
“PAPI!”, gridi.
“Che c’è amore?”
“Mi compri il gelato?.”