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Pubblicata il 12/02/2008
Vedrai questa pianura piatta come una sfoglia,
le strade disegnate dentro la terra smossa
e l’ombra che il destino lascia sopra ogni cosa

Vedrai l’anima della terra che dorme dietro una porta
fusa nel piombo antico, dura come una morsa
capace di strozzare il tempo ed annegarlo nel grigio.

Mi cercherai dentro i fossi che i cani abbandonati
scavano ai bordi delle strade forse per fame
o per seppellirvi il dolore delle solitudini

Se i muri diritti che bucano l’anima della terra
fossero vele gonfie di vento, mi lascerei portare
dall’ondeggio del sogno lungo la scia increspata

Affonderei il viso nella brezza che sa scivolare
saltando rughe e lacrime disseccate dal tempo,
spaiando i capelli incollati dall’acqua salmastra

Ma questo cielo troppo basso nasconde
persino le nuvole, si fa muro invalicabile;
ed io attendo lo strappo che svuoti

il pianto accumulato dalla natura, la pioggia
che purifica donando nuova vita alla terra.
Se tu verrai scegli l’ora a cavallo dei crepuscoli

nella porpora del tramonto ti sembrerò ancora vivo.
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...strappo...
rende il passaggio tra attesa e liberazione davvero
in modo chirurgico.
rst

il 12/02/2008 alle 12:39

Grazie per il commento.
Giuseppe

il 12/02/2008 alle 16:08

Rileggerò con calma il testo, seguendo le tue indicazioni. Sul titolo..... è spesso soggettiva la scelta. Quì ha un rapporto stretto con quello che viene dopo. Per quanto riguarda il linguaggio.... beh proprio due settimane fa Fabrizio Cucchi, su La Stampa, ha apprezzato la compostezza del mio linguaggio. In passato, si era lamentato per lo stesso tuo motivo: eccesso di ... prudenza !
Comunque ti ringrazio per aver letto ed espresso il tuo giudizio. Un saluto da Giuseppe

il 12/02/2008 alle 16:25

c'è solitudine,ma quell'invito a cavallo dei crepuscoli mi scombussola , un abbraccio cate

il 14/02/2008 alle 00:16

Un vero piacere ritrovarTi! Nei colori quasi irreali delle transizioni dalla luce al buio, si riaccende la consapevolezza di se stessi, e l'emozione dei ricordi. Se Lei un giorno dovesse passare di quì, vorrei fosse in questi attimi. Potrebbe ritrovare qualche traccia sbiadita di me e forse riconoscermi ancora.
(Ma potrebbero esserci molte altre letture ! E' sempre precario ogni tentativo di "spiegare" il motivo di certe cose che scriviamo...)
Buon S.Valentino amica mia.
Giuseppe

il 14/02/2008 alle 16:26