Il pomeriggio avanza ed impigrisce;
tutto si ovatta: le auto in lontananza,
le sirene perfino
del vicino ospedale,
una donna ciarliera
ed il pianto di un bimbo…
Trapassa il viluppo delle pareti,
confortante e indistinta,
da una tv una voce femminile:
c’è chi non sa di farmi compagnia.