PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/01/2008
Nacqui su questo scoglio,
davanti ad una baia,
che i turisti guardano ammirati.
Sfortuna volle che il mare,
mio sostentamento,
lambisca le mie valve solo con l’alta marea.
La sua acqua salata per me è dolce nettare,
che anelo nelle lunghe ore secche.
Un liquido,
d’ambrosia,
che godo in ogni goccia quando vuole pervadermi.
Sono solo un mitilo,
un muscolo attaccato ad una roccia.
In te ragazza seduta accanto me, però, vedo il mio stesso dolore.
Lei, per cui oggi sospiri,
È la tua, capricciosa, alta marea.
(Dedicata a G.)
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piaciuta
baci
liz

il 12/01/2008 alle 20:55

Piacevole a leggerla.Ben strutturata.Il dialogo e' da esistenzialismo semiliquido

il 12/01/2008 alle 22:14

semplicemente bella!!!
un saluto
sbastos

il 12/01/2008 alle 23:42

Bellissima, superba poesia, ricca di dolcezza di sentimento profondo, di attaccamento alla vita e di dolore condiviso serenamente tra il mitilo e la ragazza. E' l'onda della marea che porta la vita. E' questa poesia che dà una boccata d'ossigeno. Un carissimo saluto da giorgio

il 13/01/2008 alle 10:00

grazie,
baci
S.

il 13/01/2008 alle 11:48

Grazie soprattutto per il "piacevole leggerla".
Saffo

il 13/01/2008 alle 11:49

Semplicemente ringrazio per il complimento.
Besos
S.

il 13/01/2008 alle 11:50

Grazie, ognuno è attaccato alla vita anche un povero mitilo su uno scoglio semi- asciutto.
Mai smettere di sperare, mai pensare di essere gli unici a provare un grande dolore.
La ragazza avrà da imparare da quel mitilo, perchè deve imparare a godere di ciò che ha.
saffo

il 13/01/2008 alle 11:53