mi sono scordata di metter in evidenza che non avrei potuto scrivere in lingua veneta senza l'aiuto dei miei cari colleghi ENNIO ,CHECCO ,GIANGI ,mitici sono impazziti a star dietro alla sardina ariele , GRAZIE RAGAZZI,penserò qualcosa di nuovo adesso ,ciao cate
mi era già piaciuta quando in anteprima assoluta me l'hai letta al telefono , dolce la musicalità di questa lingua , ma la traduzione che man mano facevi mi faceva entrare nella dolce malinconia del personaggio e di come le piccole sfumature possano in una descrizione essere tanto importanti e riportarci indietro nel tempo ai nostri piccoli particolari che sembrano dimenticati ma che vivono ancora nel nostro cuore.
bellissima cate , sei stata magistrale e lo sei sempre in tutte le lingue in cui scrivi , che non se ne dolga il Sardo , non conta in quale lingua scriva il poeta ma conta ciò che scrive e come lo scrive e tu non sbagli mai. un bacio ve.
grazie,devo imparare il siciliano,ho bisogno di una insegnante,mi sono montata e smontata la testa,un abbraccio cate.
La lingua veneta, col suo particolare ritmo, esplicita bene il senso della tua poesia.
Una nuova prova della tua poliedricità, ed anche un tributo alla terra che da tempo ti accoglie tra le sue braccia.
Brava davvero, un bacione, mati.
grazie mati ,il senso di riconoscenza che dal cuore è giunto alla penna ,da sola non avrei potuto scriverla ,ho messo in moto la molla ariele ed insieme ridendo e scherzando è arrivata ,sono contenta ,ciao cate
Bellissima, toccante, vera, musicale, nostalgica, non ho parole. Piaciuta piaciuta piaciuta... Bello rientrare dopo tanto tempo nel sito e trovare questi gioielli... Un saluto e un abbraccio. Fabio