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Pubblicata il 10/01/2008
Il futuro che verrà sarà bello? Chi lo sa?

Se lo chiedo al menestrello, lancia in aria il suo cappello.
Se lo chiedo al farmacista, mi diventa un pò un artista;
Se lo chiedo poi al monello, non lo sa neppure quello.

Del futuro stranamente, non mi sanno dire niente.

Sarà vero pure questo
il futuro è un po’ indigesto,
sullo stomaco ci resta
quel che non rimane in testa.

Il futuro è un manifesto
che ti vuol tener desto,
ma se è troppo nella mente
ti dimentichi il presente.

Il futuro che verrà sarà bello? Chi lo sa?

Mi risponde il menestrello intonando uno stornello:

"Son felice di abitare il presente in riva al mare
e del mio futuro sò, che riavrò quello che ora dò."
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Fa sorridere e riflettere.Saluti

il 10/01/2008 alle 15:26

Grazie è un commento prezioso.

il 10/01/2008 alle 15:37

se mi dici che sono alla maggiore rivolte ai bambini cerca di parlare di cose piu semplici^^... non escludendo ovviamente il tuo stile e la profondità dei significati :P

il 11/01/2008 alle 17:27

il poeta giuseppe giusti usava scrivere poesie che parevano filastrocche o che sembravano divertenti(non che non lo siano), per esprimere dei pensieri profondi e delle emozioni reali e spesso anche dolorosi. Ma in questo modo riusciva in un certo modo a staccarsi da quell'emozione, a renderla più lontana. In modo che scriverla fungesse davvero quasi da esorcismo.

il 11/01/2008 alle 17:56

grazie per questa tua prova di erudizione ma ero gia dapprima daccoro con te^^... per i bambini è ottima la filastrocca come primo contatto cn la letteratura...

il 11/01/2008 alle 18:40

guarda che tu non c'entravi nulla. il mesaggio era per chi ha scritto la poesia. Non avevo nemmeno letto il tuo commento.

il 11/01/2008 alle 18:46

guarda che tu non c'entravi nulla. il mesaggio era per chi ha scritto la poesia. Non avevo nemmeno letto il tuo commento.

il 11/01/2008 alle 18:47

guarda che tu non c'entravi nulla. il mesaggio era per chi ha scritto la poesia. Non avevo nemmeno letto il tuo commento.

il 11/01/2008 alle 18:47

ok 3 volte capito, capito capito!

il 11/01/2008 alle 19:24

scusa, sembrava non si inviasse. Non volevo inviarlo 3 volte. :-(

il 11/01/2008 alle 22:39

Si hai ragione sono primi approcci.

il 12/01/2008 alle 04:54

Lo scrivere per me è una valvola di sfogo, un allontanarsi dalla "realtà" che talvolta non è come i sogni la "dipingono", ma resta sempre e cmq una finestra che si apre e si chiude, per poi farmi tornare a guardare quel che invero mi appartiene.

Grazie per il tuo interessante spunto.

il 12/01/2008 alle 05:00