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Pubblicata il 10/12/2007

Un ulteriore passo avanti
e dovrei comparare
il mio linguaggio
a quello dei gabbiani,
ne incontrai di striduli
intenti a tingere Helsinki
di vaste macchie di grigio
il cielo che avanzava
era comunque luminoso.
Quanto vive un gabbiano
tanto quanto i ricordi
di un uomo?
Se guardo ai fianchi
trovo le pistole di Werther
ma non ho Carlotta alcuna
cui dedicare
gesti sconvenienti
ed inopportuni.
Se retrocedessi
seppure di un sol passo
avrei larve ed insetti
da cibare
col mio cervello.
In fondo mi sento
pulsante
solo un po’ di voce roca
persa alle sabbie mobili.
Scopro che la mia vita
è più lunga
dell’apertura alare
di un comune gabbiano.
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"Un ulteriore passo avanti
e dovrei comparare
il mio linguaggio
a quello dei gabbiani,
ne incontrai di striduli
intenti a tingere Helsinki
di vaste macchie di grigio
il cielo che avanzava
era comunque luminoso".


Ciao Nino,
sempre particolare il tuo scrivere, molto personale
Sarebbe da quotare tutta, ma tanto vale per lasciarti un saluto con ammirazione.

Ciao
Rosanna

il 11/12/2007 alle 22:25

Ciao Rosanna

Ci si deve pur distinguere in qualche modo...
Nino

il 12/12/2007 alle 07:58