Dai camini ingrigiti,
del paesello inerpicato
sul pendìo dei miei amati monti,
esce densa
la coltre fumosa,
del carpino secco.
Fuori,
cadendo,
la neve rende invisibile l'orizzonte
e posandosi
crea la magica glaciale trama
dell'inverno.
L'intero massiccio
è una bianca
infinita distesa,
che desta nei bimbi,
la voglia di uscir fuori,
d'evadere dal monotono
televisivo rito giornaliero.
Le vie,
deserte,
sono ora teatro
di mille giochi...
arene di fantasiose
d'eroiche gesta,
in fantomatiche storie
di rara fantasia fanciullesca.
Ora
e nei giorni a venire,
ogni cosa
divenuta incredibile,
è il grande sogno
cullato dalle menti
nelle passate tre stagioni.
D'improvviso
il natalizio inverno
è una fiaba,
dal color candido,
della pura neve dei monti.
E' la magica montagna
che si fa bella...
mentre il piccolo paese mio
ridiviene se stesso,
adagiato e silente...
quasi assopito
sul suo soffice lenzuolo,
dai bianchi
poetici cristalli...