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Poesie presenti nella categoria: Montagne dorate

Le Poesie Pubblicate Oggi

periferia
Pubblicata il 13/10/2026
Abitavamo in periferia e, all’epoca, la strada non era ancora asfaltata tanto che d’estate ci passava l’autobotte ad annaffiare il terreno polveroso. (ovviamente una festa per noi ragazzi che approfittavamo per giocarci e l’autista, complice, rallentava apposta e diminuiva la potenza del getto).

una specie di ampia valle tra due colline: solo 4 case lungo la nostra via, illuminata solo in parte e da 1 solo lampione (poi diventati 2), il resto tutto verde. Di fronte alle case, dall’altro lato della strada, una vasta campagna coltivata e, alla fine, un campo sterrato molto ampio dove noi si giocava a pallone e dove venivano Circhi e Luna Park,
sul versante difronte tutto verde ed una strada in cima, anche questa non asfaltata e con 2 sole case una delle quali era un’Osteria.

ricordo le notti d’estate… Tutti uscivano a prendere il fresco e chiacchierare. Le mamme si sedevano su un piccolo muretto o sull’erba, qualcuna sferruzzava e noi bambini e bambine, seduti a gruppetti si giocava. Giochi infantili, calmi, (tipo “Il telefono senza fili”…”Indovinare di chi si parla” eccetera…e chi sbagliava doveva fare un pegno…).

in alto la luna, milioni di stelle, e la via Lattea…e, talvolta… le lucciole! Migliaia di lucciole completavano la magia.

inoltre, alla domenica, la musica dell’orchestrina della trattoria aleggiava nell’aria…

un piccolo Paradiso… al ricordo di quei momenti, molti anni dopo composi una poesia..

ricordi di serate D’agosto.

l'unico lampione di periferia
rendeva arcana e magica
la figura di Mariella
accanto a me sdraiata...
se chiudo gli occhi
sento ancor la sua presenza,
il suo respiro e il suo profumo.
in silenzio,
occhi al cielo,
a guardar la diafana lattea via
e milioni di stelle, ora dissolte...
bambini.
così comunicavamo,
senza parole,
e
quando uno usciva dal silenzio
per esclamar qualcosa...
anche l'altro...la stessa
all'unisono
e si rideva...
fuggevole miracolo
durato poco.

più lontano
le donne, sedute sul muretto,
a prendere il fresco
e chiacchierare...

oggi non vedo più opali vie nel cielo,
né tantomeno poligoni stellati.
dove sarà Mariella ora?
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

Leo, il gatto della nonna Amalia
Pubblicata il 21/09/2026
Bellissimo maschio, soriano, voluminoso, pelo folto rosso/arancione, sempre pulito, indole mansueta, stava nella vecchia casa di pietra ma poiché era situata in periferia aveva i suoi personali e segreti percorsi per l’abbondanza di campagne, orti e giardini. Quando entravo in cucina si alzava dal suo cantuccio e mi veniva incontro. Strusciatina sui pantaloni, io una carezza sul dorso che lui arcuava per poi ritornare al suo posto. Con la mia cuginetta, che abitava nella casa, a volte invece le si sedeva in grembo e si lasciava accarezzare più a lungo. Con certi era diffidente (specialmente con mio cugino Massimo) con altri meno. Con la nonna aveva un rapporto del tutto particolare… Bisogna dire che nonna Amalia è sempre stata una fervida cattolica osservante e, in vecchiaia anche molto di più. Non solo la messa alla domenica, ma ogni mattina si recava in chiesa e poi andava a fare la spesa. Ovviamente a quel tempo non era ancora cieca Il percorso non era lungo (a quel tempo comunque si camminava molto di più) e si snodava per un tratto di strada secondaria, senza marciapiedi e senza passaggio di automobili, con muri e muretti laterali delimitanti vecchie case di pietra come la sua. La strada secondaria sboccava sulla principale, percorsa anche dai tram, infine per arrivare alla chiesa c’erano soltanto un centinaio di metri. Bene, Leo le camminava accanto, preferibilmente su muri e muretti. Si era creato un percorso tutto suo a volte a destra a volte a sinistra, ma sempre accanto. Insieme. Arrivati all’imbocco dell’ultimo tratto lui si fermava in cima ad una specie di colonna di pietra. La nonna andava in chiesa, poi comprava il pane e, al ritorno facevano la strada assieme. Negli ultimi anni, prima della cecità questo avveniva ogni giorno. Con il sole e con la pioggia. Solo se diluviava no. Mia cugina che aveva abitato a lungo in quella casa mi raccontò che uscirono assieme anche una volta con il nevischio!!! Così passarono anni ed anni… Quella mattina Leo rimase in cucina e la nonna gli disse: “Hai fatto bisboccia stanotte?” e andò in chiesa e comperò il pane e il latte. Al ritorno lo trovò come lo aveva lasciato… ma era morto. Proprio nel pomeriggio di quel giorno giunsi lì perché dovevo finire un mobiletto nella falegnameria dello zio che era situata nella stessa casa… La nonna Amalia non piangeva, ma aveva gli occhi lucidi e questo anche nei giorni seguenti. Leo aveva raggiunto l’onorevole età di 18 anni. Soltanto 2 anni fa, durante una festa con tantissimi altri nuovi parenti, che le nostre famiglie si erano allargate… mentre invece a quel tempo eravamo solo noi… (vedi poesia ”La domenica” del 3/11/2009 ) parlando con mia cugina… “Ti ricordi di Leo?...” mi confidò tante altre cose di cui non ero a conoscenza… ad esempio che quel giorno era giovedì 15 maggio 1980, che sarebbe stato il 18° compleanno di Leo, ché era nato in casa, che la nonna gli aveva preparato da mangiare su un piattino il suo cibo preferito: guatti (Ghiozzi) lessi già spinati e poi via via altri ricordi… Non ho altro da dire se non che… ogni volta che vedo un gatto soriano di pelo rosso...
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Che bellezza descrittiva; mi sono commosso, caro Fabio.La nonna e Leo, un connubio intramontabile come questo tuo racconto. Un abbraccione.

il 21/09/2026 alle 17:20

Un feeling silenzioso, unico. Grazie Sir

il 22/09/2026 alle 09:28

Povera nonna Amalia !Il tuo racconto molto toccante, oltre a essere ben scritto , lascia capire molto di più quello che dici ... Ti abbraccio, Fabio Eos

il 23/09/2026 alle 21:43

Già Eos. Avrei tanto ma tanto da raccontare. Sto scrivendo grandi e piccoli episodi/ricordi di tutti i tipi da lasciare a figlie e nipoti. Sono tantissimi, e, assieme ad altri miei personali ho già raggiunto più di mezza risma (350 pagg.) di carta stampata. Rimarrà incompleta comunque.

il 24/09/2026 alle 17:46

Le Poesie Meno Recenti

a monte messaggio raccolgo
Pubblicata il 14/09/2013
vicino e timido di bacche umide
è il risveglio del bosco
e tu consolatore fisso
guardi il mio passo incerto
che ai piedi del tuo canto eterno
io riporto.
d'umore piangi con me
tra le nubi parzialmente coperto
e poi deponi piano il manto
e scrolli il tempo.
in quell'obliquo raggio
ho raccolto un messaggio
eppur nel sentire perso
m'arriva preciso al cuore.
vivo quell'alito sereno di vento
che rialza al cielo il capo
e dà un nuovo inizio
al nostro duplice concerto.
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simbiosi humus-umana; "ai piedi del tuo canto eterno" e "d'umore piangi con me" wersi a dir poco fantastici.

il 14/09/2013 alle 11:59

Bellissima e bravissima.patty

il 14/09/2013 alle 12:12

Molto bene, Ariele, molto bene! Complimenti!

il 14/09/2013 alle 14:35

dir poco...superlativa. Saluti eclisse.

il 14/09/2013 alle 15:09