PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 23/11/2007
Credo sia ora,
adesso potrei sopportare
il malessere del mondo.

E saggiamente,
appoggiando la testa
precipito nel vuoto,
senza rimorsi.

La mia carne vibra,
nuda e ghiacciata
sprofonda più sotto,
nel vento mattutino.

COME LE FOGLIE, CADO.

Ora sono acqua più di quanto lo fossi prima,
il mare mi inghiotte

e quel tempo è solo porzione di spazio infinito,
il vento insiste e io,

finalmente, nelle onde posso trovare il lento
scorrere
dei miei pensieri.
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riveli una buona capacità di sintesi...bravo..una bella poesia dalla tematica preoccupante.
un abbraccio. anna
( e..non farti cadere nel mare.per favore...)

il 24/11/2007 alle 06:17

ti lasci trasportare dall'infinito ,conscio che sei ancora carne ,forse tra il niente alieno e questo stupido pazzo mondo c'è un nesso ,se sei mare vai conoscendo con l'onda anche la riva,riporta ascolto ,mi piace tanto questa tua ,grande coscienza della solitudine,ciao cate

il 24/11/2007 alle 09:39

Se oggi non ci sei perche ti suicidi, proveremo domani, magari sei resuscitato...

Il titolo è molto ironico, la poesia malinconica, quasi un contrappunto...

gradevole.

Poe

il 24/11/2007 alle 14:48

oddio!
ora credo che mi suiciderò davvero---
:-)

il 24/11/2007 alle 15:45

Una prova poetica di un momento d'abbandono, ma dallo scorrere dei pensieri rinasce il moto ondoso della vita.
Un saluto, mati.

il 25/11/2007 alle 00:07