Sterminammo un popolo
perchè lo volle uno di noi.
per la quale entrano i giusti>.
Ciò era scritto,
sulla porta dell'ufficio dei giudicanti.
La stella di Davide
sulla porta della camera a gas,
marchio indelebile,
disumana vergogna.
Nessuna pietà,
per il fratello che invoca
chi uccise parte di noi.
Nessuno dimentichi mai
che una svastica sui muri,
del secolo ventuno,
è il marchio della stupidità umana,
mai colma,
non sazia di sangue innocente.
Vile atto
ignobile follia,
di menti sconnesse.
Dall'Austria alla Lituania,
Mathausen, Dachau, Buchenvald,
San Sabba, Drancy, Kovno...
..."c'era la neve, cantava Augusto",
Auschwitz è l'indelebile...
Un nome per non scordare
la nostra stupidità.
Per non infrangere la mente
in odierni mutismi.
Contro la rasata idiozia,
che il tempoancora non ha cancellato.
Quasi un milione,
d'anime in viva memoria.
Treblinka,
21 settembre 1942.