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Pubblicata il 14/07/2002

Era lì.
Tesoro beato
dall'essere l'ignaro corruttore.
Prestando il fianco
con finte debolezze,
donando il bagliore
della visione, e il barlume
di una promessa, e lo spettro
di una minaccia, e la nebbia
dietro il cammino
di chi saliva a stento
per la sete.


Era bianca lassù, era come
la stella sul finire del passaggio.
Era il senso tacito del viaggio,
e tra cadute e risalite
severa oppure dolce. Ma elevata,
fiera come il busto di un guerriero
in lotta contro i secoli.
Il gelo e non le spoglie del suo cuore;
il gelo e non il suono della morte;
Il gelo: la purezza della pelle,
la celata.


Distesa di diamante,
per ogni punto una sorpresa,
identica infinita indefinita.
Non era che la fine dell'ascesa,
riscatto di una terra
da sogni dispensieri di catene;
balestra nel dimettersi celeste,
puntando senza voce
l'anelata sapienza...
L'acqua non si mesce, qui, rimane
cristallo di vita, e insieme,
il desiderio cessa i suoi rintocchi.


Tra i ghiacci un solo sbuffo di tepore,
immenso cuor di pietra,
chè nulla è da cercar, raggiunta lei -
la forma della pace.
Il resto, adesso sì,
diventa un vezzo,
e tutto, tutto qui,
può riposare.



Dario Rizzo
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Da amante della montagna, non soltanto sotto il profilo estetico ma soprattutto della sue molteplice essenza, resto incantato da questa poesia, dove trovo "l'immagine" fascinosa multicolore, con un senso lirico personalissimo e struggente, e la sua "anima", condensata intera nei versi finali come emblema superiore di "forma di pace".
Mi congratulo con te per la tanta emozione che sai offrirci. Grazie di cuore.
Un caro saluto.
Max

il 15/07/2002 alle 21:02

Nel mio piccolo "bagaglio di scritture", ho notato, dopo averla scritta, che mancava una dedica al paesaggio montano. Forse è per questo che, con emozione personale forte, ho sfogato le mie sensazioni, vedendola come una meta. Quasi una meta sacra. Ciao Sera, sono felice che ti sia piaciuta, spero davvero di aver comunicato almeno una briciola di quello che ho sentito mentre tenevo in mano la penna. Grazie davvero e a presto.
Dario

il 18/07/2002 alle 01:47

Ciao Massimo, mi scuso per il ritardo della risposta. Credo che poche cose siano per una persona che scrive tanto appaganti quanto sapere di essere riuscito a comunicare una sensazione. Io vivo nel Salento, a due passi dal mare, e forse per questo la montagna esercita su di me un grande fascino. La immagino come meta di sapienza e pace.
La tua analisi non è meno suggestiva del verso,e di questo e del tuo pensiero ti ringrazio sinceramente.
A presto, spero. Ciao
Dario

il 18/07/2002 alle 01:54