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Pubblicata il 06/11/2007

Il tuo giorno sarebbe, se volata
non fossi nell’azzurro;
e dove sei, adesso, dove sei?

Emergono, ma più non fanno male,
gli antichi dissapori;
ne sto pagando il conto,
ed i fiori selvaggi
ricoprono orizzonti dissepolti:
l’arcobaleno, ahimé!, soltanto appare
quando la pioggia più non cade in terra
e non si lorda. E il sole
trionfa sulle nuvole,
e l’azzurro ritorna
a confortare un cuore disperato.

Ma la sabbia nella clessidra è lenta.

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Non è una gran poesia, ma mi ha dato un brivido d'emozione

Molto bello l'ultimo verso, quello sì che è poesia.

Non lo sono:

"e dove sei, adesso, dove sei?" (terribilmente retorico, lo so che te lo domandi, non esplicitarlo troppo perché lo inflazioni)

"Emergono, ma" (prosaico)

"l’arcobaleno, ahimé!, soltanto appare
quando la pioggia più non cade in terra
e non si lorda"
(troppa enfasi e troppo adolescenziale)



Questo è ciò che io chiamerei poesia:



Il tuo giorno sarebbe, se volata
non fossi nell’azzurro...

Più non fanno male
gli antichi dissapori;

fiori selvaggi ricoprono
orizzonti dissepolti:

l’arcobaleno soltanto appare
quando la pioggia più non cade
a farsi fango,
e il sole trionfa sulle nuvole
e l’azzurro ritorna
a confortarmi.

Ma la sabbia nella clessidra è lenta.



Bellissima, o no?

Ciao
Rosanna

il 06/11/2007 alle 19:01

Vero: dovevo consultarti prima. Purtroppo per me l'ho scritta io; per fortuna per te non l'hai scritta tu. Ciao.

il 06/11/2007 alle 21:26

Apprezzata la tua risposta. Preciso. Comunque al di là dello stile, ti sono nel cuore per il significato.
Buona notte,
Rosanna

il 06/11/2007 alle 22:24

Buona notte.

il 06/11/2007 alle 22:51