dovrò leggerla ancora tante volte...
scusami Daniel ma non sono in grado di dirti neanche una parola...è una pagina troppo dolorosa.
ti saluto...intanto. anna
la drammatica descrizione di una veglia funebre.....questo ne ricavo da ripetute letture.. sublimata dal tuo ricordo.. è non mi è dato di capire chi sia il morto ...penso che sia tu stesso...sarà forse una ricorrente visione che descrivi?
o una dolorosa visione che ti è rimasta scolpita a caratteri di fuoco nella mente?
le donne, intanto, tessono merletti di finissime immagini...che come cristalli si infrangono al colpo durissimo di quel grido....FiGLIO, perchè mi hai fatto questo ??? l'unico rimprovero che gli fece..."dopo aver preso moglie..."
come un rinnovato appello "talità *****" il figlio morto si erge a rasserenare la mater dolorosa...
MIRACOLO...
La morte dal nostro punto di vista terreno è sempre inaccettabile, lo è ancor di più se è una madre a sopravvivere al figlio, vedendo spegnere la vita e la luce che lei gli ha dato, e poco importa l'età del figlio, perché i figli sono sempre bambini nel cuore delle loro madri; la tua narrazione sembra quasi per qualche verso di reminiscenza biblica, (è una sensazione a pelle, purtroppo senza cognizione di causa) o comunque di un tempo antecedente al nostro, per quel contorno di donne e quelle trine e merletti - quell'arte della pazienza per oggetti delicati che in un attimo si squarciano - tale è il dolore improvviso che scuote...
Emozionante è il collegare la morte con la nascita
(urlò come nell’attimo in cui generò,
squarciando la stanza: Figlio mio!), ricordando il grido (di gioia incontenibile) alla sua nascita...
come emozionante è il grido di rimprovero, l'unica volta da dopo che si era sposato, quasi che il figlio morente abbia potuto pensare al dolore di una madre, e ciò ricorda la disperazione della madre di Gesù crocifisso...
Bellissima e tremenda l'immagine di chi smette di giocare e si accosta alla finestra con occhi attoniti, smesso ilgioco,e incapaci di capire quel che accade, perché accade...
Daniel solo tu puoi spiegare la tua poesia, io ho solo sentito palpabile quest'angoscia, ecco...
Non avevo visto prima la tua narrazione poetica,
così ricca di pathos... ma vogliolasciarti un segno delmio passaggio...
Un abbraccio, Rosanna