Quello che frega
Non è l’alcool nel sangue
Ma la fila interminabile
Dei lindi bicchieri
Disposti in bell’ordine
Sul bancone.
E passo la vita
Dietro a questo mestiere
Davanti a facce diverse
Sempre più uguali.
Ascoltando sorde bestemmie
Che nemmeno il Buon Dio
Sente più ormai.
E nemmeno la foto sgualcita
Incastrata nello specchio
Di una figlia lontana
Che nemmeno in foto mi sorride.
E nemmeno il ricordo di una moglie
Scappata chissà quanti anni fa
Senza un saluto dietro non so quale
Commesso viaggiatore.
E ormai i miei cinquant’anni
Sono incastrati dentro a questi tavoli
A questo lerciume imperante
A questa popolazione di eroi perduti
A questi relitti che nemmeno pagano.
Un giorno chiuderò la porta
Dietro all’ultimo ubriaco
Riverso sul cemento
Aprirò il cassetto
Sotto la cassa
La pistola
Bum
.