PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 31/10/2007
Quello che frega
Non è l’alcool nel sangue
Ma la fila interminabile
Dei lindi bicchieri
Disposti in bell’ordine
Sul bancone.

E passo la vita
Dietro a questo mestiere
Davanti a facce diverse
Sempre più uguali.
Ascoltando sorde bestemmie
Che nemmeno il Buon Dio
Sente più ormai.

E nemmeno la foto sgualcita
Incastrata nello specchio
Di una figlia lontana
Che nemmeno in foto mi sorride.

E nemmeno il ricordo di una moglie
Scappata chissà quanti anni fa
Senza un saluto dietro non so quale
Commesso viaggiatore.

E ormai i miei cinquant’anni
Sono incastrati dentro a questi tavoli
A questo lerciume imperante
A questa popolazione di eroi perduti
A questi relitti che nemmeno pagano.

Un giorno chiuderò la porta
Dietro all’ultimo ubriaco
Riverso sul cemento
Aprirò il cassetto
Sotto la cassa
La pistola
Bum
.
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fotografie di vite.

il 31/10/2007 alle 13:47

veramente triste questo barista!
liz

il 31/10/2007 alle 14:02

Dal bar alla bara. Realismo crudo e disperato.Complimenti

il 31/10/2007 alle 15:16

non è un inno alla vita ma mi è piaciuta,un saluto.

il 31/10/2007 alle 15:32

caro collega,solo chi ha vissuto dietro un bancone sa a quali cose ha rinunciato...se ti va leggi la mia "bar sport"...un abbraccione!

il 02/11/2007 alle 13:51