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Pubblicata il 14/10/2007
Sgranocchio gli arachidi della mia solitudine
tracanno sorsate di vino caustico
da calici di cristallo, steli frangibili

La coscienza si affaccia dagli occhi
balconi bagnati
si sporge
precipita

la chitarra di Erre, sirena incappata
in una read only memory,
si esibisce in concerti alchemici.

Io

legata a catena
al palo dell'isolamento

gravida di sogni rugosi

sperimento loop algebrici
testando l'eterno ritorno.
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bella, con un linguaggio fresco.moderno..accattivante. brava. anna

il 15/10/2007 alle 08:28

Grazie, mi fa piacere tu l'abbia apprezzata.
un saluto
alla prossima

il 15/10/2007 alle 09:02

di essere pronta...ma in cuor tuo sai già di esserlo...o no;D?
un abbraccione

il 15/10/2007 alle 09:18

............non ancora.........

un abbraccio

il 15/10/2007 alle 14:36

sta perdendo di vigore. lo sento.
ciò a cui rimani attaccata è il sogno: quello nn vuoi abbandonare.
niente è più solido dei calici di cristallo per noi che ci abbandoneremo all'amore in semplici bicchieri di plastica...

n.v.l.o.d.v.

il 15/10/2007 alle 22:13

Io il sogno non lo posso abbandonare...almeno finché non sarò desta...

so che al mio risveglio tu ci sarai, come nel sogno.

il 16/10/2007 alle 15:54