PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 01/10/2007
Ho conservato tutto dentro il mio armadio,
ci ho messo dentro anche la vecchia radio.
Delle musicassette del tempo gaio
ne ho conservate soltanto un paio.

L’accendino usato al concerto di Vasco,
mentre di Che Guevara conservo il basco.
Il diario con tutte le mie prime mosse
ed il libretto cinese delle guardie rosse.

La chioma dei miei bei capelli
erano biondi,lunghi e tanto belli.
Me li tagliarono quando feci il militare
ed il barbiere rideva: era da strozzare.

Le foto delle ragazze con cui sono stato,
il mio congedo tutto quanto arrotolato.
I pezzi taroccati del mio motorino,
il primo portafoglio ed il borsellino.

I tappi delle birre che ho scolato,
un jeans tutto logoro e maltrattato,
una maglietta mitica tutta sbiadita
che mi ricorda la mia bella vita.

Ho fatto come tanti la rivoluzione,
per cambiare la scuola e l’istruzione.
Noi siamo stati quelli del sessantotto
eravamo gente proprio col botto.



Se guardo al passato non è cambiato niente
continua a cazzeggiare tutta la gente.
Adesso sono sposato ed ho famiglia
e piglio dalla scuola sempre mia figlia.

Ma io conservo sempre tutta la storia
in modo da serbarne la memoria.
E se di un fatto capita che mi scordo
apro l’armadio e viene il ricordo.

Li lascerò in eredità ai miei bei figli,
insieme a tutti quanti i miei consigli.
Che servano a salvarli da tutte le stronzate
che in tutto questo tempo ho combinate.

Sono un conservatore di vecchio stampo
e per me non c’è nessuna via di scampo.
L’armadio fedele apre le sue vecchie ante
ho messo dentro anche le vecchie mutande.
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L'importante è comprare armadi nuovi per continuare a conservare.
Scommetto che ogni oggetto ti canterà in sonetto la sua storia!
Un saluto, mati.

il 02/10/2007 alle 23:22