PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 23/09/2007
Entrando vidi che non v'era noia
ma solitudine
in ogni angolo illuminato dal sole
uomo o donna che fosse
era solitudine
Ogni tanto la compagnia di un urlo
-chiusi in gabbia-
a bestemmiare invano iddio
Ognuno si chiese
in quel mondo di solitudine
dove fosse iddio
Lui
era nella pietà dei poveri
verso i poveri
Nelle mani tese a ripulire un culo
condividendo le stesse passioni
di quella croce piantata sulla terra
Tra gli umili era
spesso spigata nel cuore
Era ancora tra le lacrime di chi nulla aveva
per poter donare
In quei cenci sporchi
Nelle catene corte
spezzate dalle piaghe dei tormenti
tra le porte ed i cancelli chiusi

Ed io
Io ero lì impotente
a guardare, lontano, il mare

Manicomio
è parola assai più grande
delle oscure voragini del sogno
eppur veniva qualche volta al tempo
filamento di azzurro
o una canzone lontana di usignolo
o si schiudeva la tua bocca
mordendo nell'azzurro
la menzogna feroce della vita.
A. Merini
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temporaggia,
ma non conosci le poesie di Alda Merini!
la mia è fino al manicomio


il 23/09/2007 alle 13:40

eccolo qui il manicomio.

il 23/09/2007 alle 14:11

il 23/09/2007 alle 14:23

grazie gail

il 23/09/2007 alle 18:30

Qui leggo la commozione che tanto nobilità il signoramarognolo.
Aggiungere una sola nota a commento potrebbe sminuire quella visibile emozione.
Un saluto, mati.

il 23/09/2007 alle 19:25
JB

Hai letto "Storia della follia nell'età classica" di M. Foucault?
I pazzi esistono, purtroppo; Più pazzi sono coloro che ritengono non esistano la il loro stato dipenda dalla società o dalle ideologie politiche.
Cristo... non c0entra.
Quisque faber fortunae suae...
JB

il 23/09/2007 alle 19:55

Chissà cosa direbbe la Merini della tua poesia e dell'abbinamento con la sua, ma io la trovo in sintonia; l'incipit è aprire la porta nel salotto della poesia, quel grido che fa compagnia è tagliente,
un luogo che sembra ancora aspettare la discesa di Cristo sulla terra fra gli uomini più sfortunati, quelli che non hanno libero arbitrio, e non lo avrebbero neanche fuori perché prigionieri del loro incubi, del loro tormento; per loro non c'è una risposta, condannati al dolore.

Bella lettura, grazie.

Rosanna

il 24/09/2007 alle 01:42

non l'ho letta ma sicuramente andrò a documentarmi
grazie

il 24/09/2007 alle 08:28

son d'accordo con te che ognuno è artefice della propria fortuna
però..
c'è gente che è soggetta al destino crudele

il 24/09/2007 alle 08:29

Lei è facile alla commozione,
ma con questa poesia
anch'io mi son commosso
a rileggere
ma il mio zuccheroamaro non me lo ha consentito

il 24/09/2007 alle 08:32

l'accostamento era dovuto poichè
mi ha ispirato la sua lettura
grazie signora Sera
la stimo per come scrive
e per come commenta

il 24/09/2007 alle 08:34

credo che la Merini sarebbe orgogliosa
che dalla poesia nasca poesia
senza falsa presunzione
credo che questo pezzo sia alla sua altezza
altrimenti
non mi sarei permesso di offendere la sua memoria

il 24/09/2007 alle 08:36

ho letto
e questo pezzo mi ha lasciato basito

"Io li ho visti nudi, coperti di stracci, senz’altro che un po’ di paglia per proteggersi dalla fredda umidità del selciato sul quale sono distesi. Li ho visti grossolanamente nutriti, privati d’aria per respirare, d’acqua per spegnere la loro sete, e delle cose più necessarie alla vita. Li ho visti in balia di veri carcerieri, abbandonati alla loro brutale sorveglianza. Li ho visti in stambugi stretti, sporchi, infetti, senz’aria, senza luce, rinchiusi in antri dove si temerebbe di rinchiudere le bestie feroci…".

il 24/09/2007 alle 11:32

ecco il link:
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/filosofiacritica/sintesifollia.htm

il 24/09/2007 alle 11:33

Chiarisco

Lungi da me il pensiero che la Merini siameno che orgogliosa sia dell'accostamento che della tua poesia,

con la mia frase:

"Chissà cosa direbbe la Merini della tua poesia e dell'abbinamento con la sua, ma io la trovo in sintonia"

volevo solo dire che ne sarei incuriosita, voglio dire:proprio di vedere l'espressione del viso, sentirne le parole, tutto qui...
Già, questro ho voluto dire io, rileggendomi credo che quel "ma" lo si senta in contrapposizione, quando invece intendevo solamente:
benché non possa io sapere quale ne sia la di lei reazione (entusiastica? triste? grata?), SO che *IO* ne sono colpita, per i motivi che ho spiegato in precedenza...

Adesso vado a cercare qualche miapoesiasulla follia e la invio.

il 24/09/2007 alle 15:03

ma guarda che la mia risposta era..tranquillissima
non voleva essere un attacco al tuo commento
era una mia presunzione di ..poesia
stop
non essere sempre sul chi-va-là!
riponi le armi ogni tanto
e lasciale a me che ho ancora tanta polvere da sparare

il 24/09/2007 alle 21:20

grazie cigno...

il 24/09/2007 alle 21:28

ti salvi per la tua giovane età...
l'ho spiegato sopra:
la mia finisce in manicomio

il 24/09/2007 alle 22:52