temporaggia,
ma non conosci le poesie di Alda Merini!
la mia è fino al manicomio
Qui leggo la commozione che tanto nobilità il signoramarognolo.
Aggiungere una sola nota a commento potrebbe sminuire quella visibile emozione.
Un saluto, mati.
Hai letto "Storia della follia nell'età classica" di M. Foucault?
I pazzi esistono, purtroppo; Più pazzi sono coloro che ritengono non esistano la il loro stato dipenda dalla società o dalle ideologie politiche.
Cristo... non c0entra.
Quisque faber fortunae suae...
JB
Chissà cosa direbbe la Merini della tua poesia e dell'abbinamento con la sua, ma io la trovo in sintonia; l'incipit è aprire la porta nel salotto della poesia, quel grido che fa compagnia è tagliente,
un luogo che sembra ancora aspettare la discesa di Cristo sulla terra fra gli uomini più sfortunati, quelli che non hanno libero arbitrio, e non lo avrebbero neanche fuori perché prigionieri del loro incubi, del loro tormento; per loro non c'è una risposta, condannati al dolore.
Bella lettura, grazie.
Rosanna
son d'accordo con te che ognuno è artefice della propria fortuna
però..
c'è gente che è soggetta al destino crudele
Lei è facile alla commozione,
ma con questa poesia
anch'io mi son commosso
a rileggere
ma il mio zuccheroamaro non me lo ha consentito
l'accostamento era dovuto poichè
mi ha ispirato la sua lettura
grazie signora Sera
la stimo per come scrive
e per come commenta
credo che la Merini sarebbe orgogliosa
che dalla poesia nasca poesia
senza falsa presunzione
credo che questo pezzo sia alla sua altezza
altrimenti
non mi sarei permesso di offendere la sua memoria
ho letto
e questo pezzo mi ha lasciato basito
"Io li ho visti nudi, coperti di stracci, senz’altro che un po’ di paglia per proteggersi dalla fredda umidità del selciato sul quale sono distesi. Li ho visti grossolanamente nutriti, privati d’aria per respirare, d’acqua per spegnere la loro sete, e delle cose più necessarie alla vita. Li ho visti in balia di veri carcerieri, abbandonati alla loro brutale sorveglianza. Li ho visti in stambugi stretti, sporchi, infetti, senz’aria, senza luce, rinchiusi in antri dove si temerebbe di rinchiudere le bestie feroci…".
ecco il link:
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/filosofiacritica/sintesifollia.htm
Chiarisco
Lungi da me il pensiero che la Merini siameno che orgogliosa sia dell'accostamento che della tua poesia,
con la mia frase:
"Chissà cosa direbbe la Merini della tua poesia e dell'abbinamento con la sua, ma io la trovo in sintonia"
volevo solo dire che ne sarei incuriosita, voglio dire:proprio di vedere l'espressione del viso, sentirne le parole, tutto qui...
Già, questro ho voluto dire io, rileggendomi credo che quel "ma" lo si senta in contrapposizione, quando invece intendevo solamente:
benché non possa io sapere quale ne sia la di lei reazione (entusiastica? triste? grata?), SO che *IO* ne sono colpita, per i motivi che ho spiegato in precedenza...
Adesso vado a cercare qualche miapoesiasulla follia e la invio.
ma guarda che la mia risposta era..tranquillissima
non voleva essere un attacco al tuo commento
era una mia presunzione di ..poesia
stop
non essere sempre sul chi-va-là!
riponi le armi ogni tanto
e lasciale a me che ho ancora tanta polvere da sparare
ti salvi per la tua giovane età...
l'ho spiegato sopra:
la mia finisce in manicomio