PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 28/08/2007
Nel giorno dei tuoi cinquant’anni,
sei partito per il viaggio più lungo.
Poco ci siamo visti,
poco conosciuti,
poco coscienti che per amare,
il tempo è più breve
di quanto si immagini.
Quanto egoismo in questo rimorso
di non aver saputo tendere la mano.
Mai pensavo di poter patire
dolore così forte
per chi sempre era parso tanto distante.
Ma è tardivo,
questo mio sentimento ipocrita.
Resta solo la speranza
che il perdono mio
sia anche il tuo.
So che ci sei,
sebbene non ti veda,
so che il tuo bene,
c’era…
So che c’è ancora.
Il petto mi si contrae,
mi si stringe il cuore,
L’uomo forte
che diventa debole,
con gli occhi lucidi
di fronte ad un amore intenso.
Ora comprendo…!
sangue del tuo sangue.
Uno sguardo al cielo,
un luccichio,
mi puoi vedere.
Guidami se puoi,
…c’è ancora tempo
se vuoi.
Non ti dimenticherò mai,
ti voglio bene.
Tuo figlio.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Senti dentro un po’ di rammarico per non aver saputo esprimere il tuo sentimento nel tempo dovuto, ma l’approccio poetico è delicato e rivela quella stretta di dolore che è viva nel tuo cuore.
Un saluto, mati.

il 29/08/2007 alle 00:04

L'unico modo di vivere un rapporto che non c'è mai potuto essere. La vita prende e dà...a volte toglie il tempo per pensare e finisce col concedersi soltanto dopo che è finita.
Senza ipocrisie di sorta, era l'unica cosa che potevo e sapevo fare, per dire ciò che non è stato mai possibile.
Forse lo stato d'animo di quei giorni ha fatto sì che questo "scritto in versi" sia emotivamente coinvolgente.
Ciao

il 18/10/2007 alle 21:32

è vero che sono ancora vicini ,e sentono e capiscono e amano di più ,ecco la coperta che ci salva dal dolore ,bravo ,cate

il 22/09/2008 alle 23:14