PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 05/08/2007
Nel tuo studio

Tu ed io.
Silenzio,
per non turbare
il fluire del sangue
e dei pensieri.
Pause,
immagini di volti amati
presenti al nostro ascolto.
Tu ed io,
i nostri volti riflessi
nello specchio
come su medaglione antico.


La tua assenza fioriva,
dai detriti umidi della mia sconfitta.
Poi non sapevo,
non seppi più nulla
se non che ti amavo,
te solo.
Ora son qui
e ti sento ogni sera
discorrere nella mia mente
con mormorio leggero
come parlano imorti.
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Bellissima...

il 06/08/2007 alle 09:11

Una presenza costante, nata dai dubbi, ha posto sicuro nel tuo cuore.
Un caro saluto, mati.

il 13/08/2007 alle 11:03

E' proprio così. passano gli anni, ma quell'amore non lo dimenticherò.
Sto inviando le poesie senza nessun ordine cronologico,per cui è difficilissimo farsi un'idea di me. Ecco perchè sento di dover dare qualche notizia . Sono del37, qualche anno più anziana di te. Ho preso e ripreso a scrivere poesie
cion vicende molto diverse. Sono anch'io siciliana, ma ho vissuto e insegnato a Roma per circa trent'anni. Attualmente vivo in provincia di Parma. Non sono sposata.Il mio nome non è ....gigliola.

il 13/08/2007 alle 12:11

un ricordo....un riflesso...un impercettibile eco che si propaga all'infinito....
Maluan

il 19/08/2007 alle 21:21

Grazie Maluan, sei molto caro.
Gigliola

il 20/08/2007 alle 11:01

Sono una di quei disturbatori :-)

e ti disturbo così:



"Tu ed io.
Silenzio,
per non turbare
il fluire del sangue
e dei pensieri.
Pause,
immagini di volti amati
presenti al nostro ascolto.
Tu ed io,
i nostri volti riflessi
nello specchio
come su medaglione antico".


Il ritmo è a pause che si aprono ai ricordi.
L'incisività inisiale si perde subito dopo, ma è comunque una introduzione di buona scrittura



"La tua assenza fioriva,
dai detriti umidi della mia sconfitta".

Queste due righe invece le trovo un po' retoriche. (Mi riferisco sempre alle parole usate, e non al sentimento che è personale e ingiudicabile).





"Poi non sapevo,
non seppi più nulla
se non che ti amavo,
te solo".

Bella questa semplicità perentoria.Metterei uno spazio bianco, come un'eco per quel "te solo".


"Ora son qui
e ti sento ogni sera
discorrere nella mia mente
con mormorio leggero
come parlano i morti."

Struggente ques'tultima parte, per un'assenza resa efficacemente.

Piaciuta!

Rosanna

il 24/08/2007 alle 13:20

Sei stata veramente tempestiva a correre in mio aiuto!
Hai ragione in tutto e per tutto. La poesia, scritta molti anni fa, risente un pò del passare del tempo.
"I detriti umidi della mia sconfitta" potrebbero diventare semplicemente "i detriti della mia sconfitta" e collegarsi a "poi non sapevo.." mentre si puo finire la strofa con "te solo".
Grazie, ma non hai ancora scoperto che ti ho mandato una seconda versione di Magnolie tra i messaggi privati.
Un abbraccio
gigliola

il 24/08/2007 alle 15:38