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Pubblicata il 03/08/2007
Perdona una piccola donna
femmina docile e indomabile,
dalle tiepide e spoglie vesti,
essere fragile,bramoso di vita
incline al sonno turbolento della ragione,
volto pallido,vergine nera,
tormentata dal fangoso
nugolo dell’incertezza.
Fanciulla che cerca,scruta e crede
ma sente inesorabilmente il gelo del destino.
Perdonami se non ho voluto,
perdonami se non ho potuto,
se ho profanato,abbattuto il tempio del respiro primordiale,
sconsacrato,scarnificato quel miracolo
atto originale che ricongiunge alla sublime luce.
Con veemenza ti ho colpito,
senza voltarmi un solo istante,
l’umano pugnale dell’indifferenza mi ha guidato verso l’inferno,
specchio nero di me stessa.
Sotterrato nella sabbia ogni perché,
ma il tempo bussa al petto ed esige il conto
il sonno si nutre di scorci allucinati.
Perdonami se ho permesso che scivolassi via da me
se ho tramutato quel magma vitale,vermiglia culla,
in un’umida e soffocante coltre funebre.
Non il sacrificio di Abramo
ma Saturno che divora.
Perdonami se la frigidità dell’anima mia
non mi ha concesso di amarti,
di disprezzarti,
di tenderti un flebile e dolce sorriso,
di proteggerti dalle ombre della notte,
di mostrarti l’orizzonte e l’incanto del mondo,
di guardarti negli occhi ,
smisurati occhi senza volto
fervido cuore senza un nome.
Perdonami se ho permesso che restassi nelle viscere,
sangue nel sangue,fuoco nel vuoto ventre,
come un macigno dalle ali d’oro.
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Intense parole

il 04/08/2007 alle 09:24

E' stata letta: in silenzio e con rispetto, come doveva essere.
Meravigliosa e tragica fa piangere il cuore.

il 06/08/2007 alle 10:23

Grazie...

il 06/08/2007 alle 23:28