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Pubblicata il 31/07/2007
Ballerò
stasera ballerò
senza tacchi, con i capelli sciolti e i vestiti comodi,
ballerò con cento cavalieri
farò io da cavaliere a cento dame…

Inizia la musica, con essa il mescolarsi di mani e di gonne,
lo scambio di sudore e di odori.
Il tempo scandito e battuto
scivola dentro le orecchie e le vene,
la birra dentro la gola,
la tua mano dentro i miei pantaloni.

Poi tutto finisce.

La musica, la luce, la birra, l’amore.

Io non mi sento paga,
inizia la mia danza solitaria e incompresa.
Ballo la rumba della disperazione,
un esiguo residuo di flusso armonico governa i miei movimenti sfrenati,
sudo e respiro velocemente,
bassa sulle gambe,
a ripetizione
ma senza seguire un ritmo regolare
caccio il sedere in fuori con impeto
poi lo risucchio dentro
per far esplodere in avanti il pube torrido;
ruoto forte la testa schizzando intorno gocce salate
e sferzando ratte frustate di capelli
alle persone vicine;
agito le spalle,
i seni
non perfettamente sodi,
non perfettamente tondi,
trattenuti saldamente dal reggipetto
stretto e imbottito,
traboccano,
vibrano,
si sbattono l’un l’altro lasciando spazio
alle facili fantasie
di quell’osservatore seduto e lucido,

che non ha mai ballato
che non ha mai bevuto.
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Senti,mi sorge un dubbio...non ci avranno mica separate alla nascita???...possibile che ci possano essere due vite tanto simili?
mi piace come scrivi,traspare la tua espressione corrucciata mentre lo fai...e mi sembra di vederti,più leggera,quando rileggi,quando arrivi alla fine...sbaglio?

un abbraccio,Chiara

il 01/08/2007 alle 18:23

No, non sbagli...scrivere mi emoziona e mi nutre...

Grazie per il commento...
Un abbraccio

il 02/08/2007 alle 16:26