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Pubblicata il 29/07/2007
E' la notte

che la terra
chiama a sè

il mare.

Complice,
la luna,
plagia le acque

che sollevandosi
vanno a lambire

in profondità
le morbide sponde.

Sinuoso andirivieni,
onde gonfie

sciabordano
gli accoglienti anfratti.

Caldo riflusso
nel diurno assorbito

vellica di spuma
la sabbia sottile,

titilla i ciottoli,
riversa conchiglie.

Il mare,

la terra,

il mare la invade,
la penetra

poi si ritrae
ma poi ancora,

le accarezza i fianchi
e la prende di nuovo,

così tutta la notte
così ogni notte.

E' il mattino,

quando l'alba
sopisce la piena,

che il mare si ritira,
e la terra,adesa

ad esso,attende

il momento dell'indugio,
dello scemar del giorno,

per godere ancora
del glauco amplesso...
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Bellissima la poesia, molto ben descritto il gioco dell'onda del mare e della riva che si accarezzano in una dolce sinfonia. Avevi ragione abbiamo avuto medesimi pensieri nello stesso tempo, solo che la tua è molto pià bella. Tantissimi cari saluti da Diego e Giorgio.

il 31/07/2007 alle 07:36

ora faccio un pacchetto,ci metto il mio grazie,un abbraccione per entrambi e,perchè no?,due biscotti profumati...poi metto il pacchetto su una barca magica e soffio forte sulla sua vela,che arrivi fino a voi,miei cari:D...

il 31/07/2007 alle 08:23