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Pubblicata il 27/07/2007
Scorgo la sua figura da una decina di metri di distanza,
in ginocchio su un pezzo di telo,
un bicchiere in una mano
e nell’altra neanche la mano.
Agita per l’aria il braccio monco,
dice buongiorno a qualunque passante.

Non è lui a implorare,
è la sua deturpazione che lo fa:
silenziosa.
Lui dice buongiorno,
la parte assente del suo braccio
fa il resto.
Io non riesco a guardarlo,
passo.
Indifferente all’apparenza,
agitata nel cuore.

Quando ci manca qualcosa
chiediamo anche senza chiedere.
Tanto palese è l’assenza
quanto la necessità di sopravvivere.
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"in ginocchio su un pezzo di telo,
un bicchiere in una mano
e nell’altra neanche la mano.
Agita per l’aria il braccio monco,
dice buongiorno a qualunque passante".


Sei partita alla grande, sia per l'idea che per la forma, la parte che quoto mi piace molto, sembri delineare un quadro surreale, poi la forma perde la tensione iniziale... comunque leggerò altro...

Rosanna

il 28/07/2007 alle 09:03

Dici?
Io il finale lo sento di più, invece...
comunque grazie per l'osservazione dettagliata.
Un saluto

il 31/07/2007 alle 14:46

chiedo, chiedendo, tu mi sia per sempre vicina...
porella!!! non mi lasci mai commenti... sigh

il 31/07/2007 alle 19:10

lo sai che ci sono, sempre.

il 06/08/2007 alle 09:38