Albeggia azzurro il sole
sbiadito oltre la duna,
incredibile concerto di luci
di sole e luna.
Sbadiglia pigro il cipresso
aitante sopra al tuo letto,
ti vigila premuro il sonno,
o amor pargoletto.
Danza lieve la brezza
timida e non fa rumore,
imita il respiro degli alberi
d’un arancio colore.
Canta audace il gallo
fiero e squarcia la pace
di questo mattino quieto
che nasce e tace.
Ne amasti tu uno uguale
quando il tuo letto non era la terra,
sorpreso da un simile incanto
che errava ed erra.
Smanioso desideravi imitare
il canto assopito d’uccello,
e guardavi il cielo lontano
color pastello.
Ora gli occhi li hai chiusi per sempre,
non vedi né blu, né chiarore
su di te soffia muto un cipresso,
o mio piccolo amore.