PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 19/07/2007
Mi perdo.
Mi trovo di nuovo
attaccata alla cornetta di questo telefono,
lorda di desideri,
incrostata di parole che,
mormorate,
non sono riuscite a varcare la soglia del microfono.
Avanzo una proposta in toni sommessi,
non so sedurti e non mi sento donna.

Non mi sento donna
ogni volta che elemosino l’amore
che non hai da darmi,
ogni volta che mi spingo a setacciare
dietro ai tuoi gesti veloci
dentro alle tue occhiate furtive
la traccia di un desiderio recondito.

Mi inginocchio e allungo la mano,
la tua attenzione non la posso pretendere,
la mendico.

Lo sguardo mortificato e fisso a terra
non osa incrociare gli occhi dei passanti
ignari e giudici facili.
Vorrei erigere la mia persona e la mia dignità.
Correre.

Eppure la necessità mi sospinge
gli stinchi lisi sull’asfalto,
mi costringe
a mostrare le orribili ecchimosi
dei colpi che mi hai arrecato
e a chiedere in nome del danno
un pegno,
una ricompensa.

Nella mia figura piegata
e coperta d’onta
si dissipa la sagoma antropomorfe.
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piano,piano...un passo alla volta...se ne viene fuori...e la dignità è già tua non dimenticarlo mai...NESSUNO HA IL DIRITTO DI PIEGARTI!...guardati allo specchio e ripetitelo,convincitene...tu SEI una donna,perchè solo una donna sa subire fino a tal punto...la tua colpa?essere viva!!!!e lo devi essere!...
scusa,ma nei tuoi scritti mi riconosco anche troppo...

un abbraccio,Chiara

il 20/07/2007 alle 00:09

Grazie Chiara,
lo sento che il dolore si affievolisce...è che a volte mi sale tipo un rigurgito e si trasforma in qualcosa di scritto...
un abbraccio anche a te...

il 20/07/2007 alle 10:30

e di scritto egregiamente,sei in gamba!

il 20/07/2007 alle 17:11

grazie...
il problema è che io non voglio uscirne del tutto...
Ciao

il 31/07/2007 alle 14:53