E' una lirica in cui s'avverte il desiderio di potersi ancora aprire al mondo delle emozioni e delle relazioni affettive, per riempire il vuoto lasciato dal tempo.
Un pensiero, mati.
Donatella, non bisogna a parer mio essere alieni per desiderare il tormento delle labbra, come fosse nuovo incartato di cellophane certo un poco demodè al pargone delle tulle fantasmagoriche odierne.
Parlare della consecuzione del tempo senza citare il tempo stesso è fatica improba ma perchè posizionare in un prima quello che adesso e sempre è l'enfasi stessa dell'esistenza il phatos in cui lo spirito si ritrova magari smarrendosi un poco..
Versi questi a cui volontariamente mi sono tenuto sul ciglio perchè tanto intimi da potere essere solo una ammissione verso la coscienza.
Con stima Sergio
scusa il ritardo mati... ti ringrazio d'esserti fermata,
un abbraccio
Donatella
Caro Sergio, per quei limiti potevi tranquillamente andare oltre, sono limiti in cui il tempo scorre liquido come un fiume che segue il suo percorso per gettarsi, con una foce a delta, nell'immenso mare delle emozioni. Ogni tempo è origine di pathos, di autoironia, mai si chiudono "del seno le rose"... ti ringrazio del bellissimo commento, onorata della tua stima che contraccambio di cuore e di mente
ti abbraccio
Donatella