Scivola sul vestito di lino bianco
il soffio di un vento improvviso
scagliato contro la mia pelle
al riparo dalle gocce incendiarie
del desertico sole del sud
Al meridione e vicino allo zenith d'agosto
assopita tra teli inumiditi dalla salsedine
scivola la tua mano sulla mia
abbandonata all'interno della pesantezza meriggia
l'afferra e si flette nell'eccitazione di un bacio
sulla brezza sollevata da un'onda marina
a ridosso della riva di macchia selvatica
S'inoltra in pensieri sussurrati dall'orizzonte dei sensi
continua lungo le dune della pelle
e scatena un incontro di sospiri proibiti
emersi dal fondale sommerso del desiderio
avvolti in perle d'egoistici amplessi estivi
S'accende il fuoco ribelle
dinanzi al mare impreziosito da increspature dorate
e sulla sabbia traccia i versi recitati nella mia estate
Fino al crepuscolo osserverò
il viaggio del sole
l'arrivo della fredda notte