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Pubblicata il 22/06/2007
Sopra le terre senz’acqua
riarse da venti infuocati
tra nubi di sogni rossastri
e miraggi in languide onde
riecheggia lontano nel vespro
l’ambiguo insidiar di sonagli
d’ipnotico sibilo purpureo;
e lento e malinconico si spande
il profumo straziante
del gelsomino
-Jasmine, perla d’ambrato fulgore
preziosa d’eburnei arabeschi
e abissali slanci di mogano,
che frantuma i cuori efferati
e impietosa lacera volubili sensi-
Voci di ombre fuori dal tempo
i volti sfigurati e liberi
e qualche rimpianto sotto le unghie
cantano danze d’ignota
bellezza, volteggiando spirali di seta
intorno a raminghe pire
assaggiando appena le lacrime
di una triste luna che piange
la Regina lontana.
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wou.che bella visione,mi fai venire nuovamente mal d'africa,bravissimo,ariele

il 23/06/2007 alle 09:02

L'Africa è strega e fata, ti rapisce e nemmeno te ne accorgi...
Ciao
Eros

il 12/07/2007 alle 19:45