Io non mi annoio.
Neanche la pioggia
ciangottante sul vetro
e sul petroso assito che calpesti.
Giungi quiescente,
sì come l’effimero fiume
di foglie e di polvere densa
che scende il selciato e s’infogna.
Giungi ridente
d’un riso sdrucito
di vereconda gioia.
Nel tuo deserto maniero
vuoto di vento e di pioggia
e di clandestino inverno
vivi
come crisalide muta,
sfarfalli al rigore del vespro e del nulla.
Taci
gl’indomiti sensi
edulcorati dal sole
che sbuca repente e ti cinge.
Taci
la materna tua lingua
e parli altro:
t’odo ignorando e scruto.
Vedo una donna
gl’innumeri volti che porta
e l’immobile viso.
Adesso sei più
di una donna e di un nome.
Adesso sei un’anima,
un suono,
un singolo odore, uno sguardo,
un sasso gettato in un pozzo
del quale non odo la fine.
Adesso sei un senso,
un sorriso,
un passo leggero,
un prezioso ricordo.
Adesso sei; non verrai mai meno.
Io non mi annoio.
Montefienali, 7 giugno 2007
Dedicata a Caterina B.