Madre acqua, madre della goccia
madre di fiumi, di mari e di pioggia
t’invochiamo.
Vieni per noi che nelle vene
abbiamo polvere e fame
noi che conosciamo vento
sole e disperazione.
Vieni pietosa qui
dove sei miraggio
dove sei sogno.
Posati su queste labbra
riarse come la terra
lava queste membra
che anelano la tua carezza
donati a queste braccia
a queste bocche
a cui spetta fame e sete.
Vieni da questi beati
ultimi figli di Dio
in questo suolo
dove tutti prendono
e dimenticano.
Siamo solo
dietro l’angolo del mondo
in cui scorri
ad un giro di mano
siamo il retro della pagina
importante
vieni almeno tu a leggere
la nostra urgenza.
Vieni madre della pioggia
che non debba ancora
lavorare due giorni
per comprarti al mercato
madre degli arcobaleni
che non debba scegliere ogni giorno
se bere o lavarmi
o dissetare il misero orto
della mia sopravvivenza.
Vieni copiosa
come nei racconti da fiaba
dei vecchi nomadi
alimenta la speranza
di veder crescere i nostri figli.
Vieni dove il chicco muore
senza germogliare
vieni dove noi moriamo
senza poterti avere.
“Vorrei che ogni volta che apriamo un rubinetto, pensassimo che ci sono persone che muoiono per la scarsezza d’acqua, il Ciad è uno di quei posti, ma ve ne sono tanti altri e ve ne saranno ancora di più.
Questa preghiera l’ho concepita un giorno in cui volevo fare qualcosa per loro.”