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Pubblicata il 26/05/2007
Umide viscere maleodoranti
liberano miasmi a folate,
epigoni decomposti
trovano la strada
per incatenare l’anima
alle zolle fradice di pianto,
tutto s’annebbia allo sguardo
e le forze scemano gocce d’agonia,
la notte non regala più
né paure né antichi misteri,
eppure ogni tanto, sole,
vibrano corde lontane,
laggiù da un’ugola
leggero si libera
e s’innalza il canto,
divina una musica allieta,
la mia piaga s’allenta
dall’antico morso
ed ebbro a lunghi sorsi
bevo la felicità insperata
di un momento fuggito alla noia,
raccolte le mie spoglie
offre tremanti
ad un improvviso ricordo,
ai vapori di un mattino,
ad una dolce illusione,
piano mi culla,
e volgo le spalle
alla solita morte.

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caspita ludo...versi forti specie i primi ma cmq una poesia che trovo bellissima....complimenti di cuore

il 27/05/2007 alle 01:02

Grazie amico, è sempre bello sapere che i propri versi sono entrati nel cuore di qualcuno, è una forma di assonanza universale che solo l'espressione artistica riesce a procurare. Un abbraccio sincero, Ludo

il 29/05/2007 alle 19:06

Mi era sfuggita questa poesia bellissima...
davvero molto musicale...le parole si legano fra loro naturalmente..complimenti...
Klavier

il 23/09/2007 alle 18:40