Finché la notte ricama
la brezza ignota sulla luna
il gelido smeraldo dei vapori
è la falena golosa dei tuoi occhi
Penso alle casa abbandonata
alla città lontana nel mio tempo
quando a oriente una danza s’indovina
e lo scirocco scalda la maggiorana estiva
Ed improvvisamente più nulla si tiene
e s’apre a vortice la tua incorporea grazia
nelle vie dei vernacoli d’Arabia
che nel grumo di fragranze
sprofondano nel cielo
Si allunga verso l’onda la tua mano
nel cuore a conservarne quasi una traccia
nel nido della terra che scavi dentro il buio
s’apre l’aspra luce dei tuoi bradi percorsi
Nelle piazze ci si sente soli
quando anche l’ultimo passante si congeda
ma la mia litania è averti in ogni luogo
finché la notte ricama
la sua ombra nel mio pensare