Spesso, quando parlo con te, ho un piede nel catrame e l'altro nella panna montata.
Spesso, quando parlo con te, continuo semplicemente a parlare con me stessa.
Spesso, quando parlo con te, avrei voglia di urlare per attirare l'attenzione sul mio sgomento e l'attenzione che vorrei è la mia.
Spesso, quando parlo con te, penso che andrei lontano per convincermi che in fondo, mi stavo sbagliando.
Spesso, quando parlo con te, vorrei accarezzarti i capelli per scoprire che sei fatto di zucchero filato, etere, o di altra cosa infinitamente labile e intangibile.
Spesso, quando parlo con te, vorrei destarmi per realizzare che è del mondo che si sta parlando.
Spesso, quando parlo con te, penso che non sarà mai possibile sacrificare la mia indole in nome di un razionalismo marcio.