PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 06/05/2007
Lacrime colano dalla penna
battono il tacco sul selciato
illuminato da riverberi
di lune d'altri mondi trafitti

dall'eco festoso di bimbi
che più non bussano
alla mia porta silenziosa al tronco.

Dio dei mondi e delle lune,
delle parole scritte e pronunciate,
inventa un amen di premura
a quel labbro spezzato di figlio
che del sasso non conta i cerchi
radenti l'acqua vibrante allo stagno
del mio polso diseguale
che ormai si piega all'ordine della paura.
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Hai presente gli stereogrammi? ebbene leggendo questi tuoi versi ho avuto l'impressione di vederne i contorni, parlo di impressione di sensazione ma è secondo me questo che deve essere la poesia una raccolta di indizi su cui ciascuno poi calibra la propria mira.
Non servono altre parole per spiegare le parole, perchè queste sono un mezzo per esprimere un pensiero un concetto, la bravura e la maestria di quest'arte stà nel riuscire a disseminare segnali indizi, orme, e fare trovare ad ognuno i suoi...
Sergio

il 07/05/2007 alle 14:07

mi ha dato forte emozione,
inventa un amen di premura...
bellissima forte e disperato
appello alla quasi rassegnazione...
mi ha trasmesso molto..
è molto bella, ti leggero' piu' spesso
per prendere appunti...
complimenti veri!!
carlosbastos

il 08/05/2007 alle 23:13

tridimensionale il tuo commento, come gli stereogrammi che citi...
si, la poesia, a mio parere, è ciò che non appare ma ciò che viene segnalato. Non sono innovazioni post moderne ma quello che ci hanno insegnato generazioni di poeti. Grazie del commento articolato, interessante e competente. Un abbraccio, Sergio, a presto leggerci

Donatella

il 09/05/2007 alle 06:51

L'emozione che riesce a dare un brano è la massima aspirazione di chi scrive, carlos... felice del tuo apprezzamento. Grazie

Donatella

il 09/05/2007 alle 06:53