Piove
e tu pallida
visiti Londra
mentre io,
in volo plastico
da un quadro all’altro,
riesco solo a riparare
pezzi sparsi di cuore
col tuo serico
ombrellino da sole.
Portavi i guanti
la sera di marzo
ché le tue mani nude
avrebbero rivelato
la trama e le pulsioni
del tuo tessuto venoso.
Piccole vene azzurre
dentro la tua teca,
non appartieni a nessuno
nemmeno a te stessa
così il nostro gioco resta
una rappresentazione manierista:
la clessidra
fa sabbia di noi.