Lascio sogni
sulla soglia della notte
come bimbi
sull’uscio della scuola
attoniti, increduli, smarriti
con le piccole mani
levate a salutarmi.
Ancora sulle labbra
hanno sapore di latte
la fiaba della sera
vivida
impressa nel cuore
e nascosta per gioco
nella tasca del grembiule
la chiave della fantasia.
La notte
è ancora vicina
ma già la luce
ne sfuma il ricordo.
Ed io vado nel giorno
senza voltarmi
col cuore stretto
in un pugno di rabbia
mentre una mano
rapida, furtiva
rompe sul viso
la corsa di una lacrima.