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Pubblicata il 25/04/2007
Ti vorrei fermare
nelle ore del mio solitario respiro,
cosicchè non sia vano il mio fiato:
che ti scaldi le mani,
ti accarezzi i capelli.

Ti vorrei fermare
nel passo, mio nemico, che si allontana,
che soli i giorni hanno meno sapore:
più fredde le notti,
meno dolci i ritorni.

Non lo sai?
Il sorriso che si appoggia
su un altro viso
crea bagliori di gioia
che cresce
e nuova gioia ne nasce.

Qui ti vorrei fermare,
dove il tempo è sottofondo
al nostro mischiarci
e se cadi
io mi stendo a consolarti.
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