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Pubblicata il 24/04/2007
"Secondo piano; poi chieda." Fatalmente
è al primo piano: grande confusione
di avvocati, imputati, odore di caffè,
carabinieri, e il disagio di essere vivi,
e il rivedere "quella" porta grigia;
ognuno sa dove andare, dove stare…
Sarà così il Giudizio Universale?
Spero di scappottarmela… Evocazioni:
"Dal dì che nozze, tribunali ed are
diero alle umane genti esser pietose
di se stesse e d'altrui, toglieano i vivi…"
Reminiscenze… Pesco l'aula. "La giustizia
è esercitata in nome del popolo italiano".
Sarà ancora uguale per tutti?
Addio, Pascal, e il cuore che ha ragioni
che la ragione ignora…
È giovane: ha ancora i capelli neri
il giudice Livenzi. S'insinua Spina,
lo riconosco, l' "avvocato
delle puttane", dicono, il "piragna"
che, oltre all'avversario,
spolpa anche i clienti, dicono;
si aggira tra i banchi come uno zombie:
so che è "molto malato",
e forse ha perso la bussola,
peggio di me, che ancora non lo sono.

Si chiama La Pera l'imputato (che ironia!),
non presente; c'è il compare,
vegliato da due caramba, le manette
un momento lasciate sopra un banco.
Si becca dieci mesi, mi pare,
per una moto rubata e rivenduta;
la sua è una bella avvocatessa,
alta, snella, coi boccoli biondi,
che poi ritrovo al bar, per il caffè,
a spalla a spalla: lo prende macchiato.
Penso mi piacerebbe di scoparmela.
Lui la saluta e la ringrazia
quando gli rimettono i braccialetti
per riportarlo in galera.

Tocca a me. In piedi. "È presente…?"
"Sì, sono io." Mi scivolano addosso
parole che non sento. "Multa di 90 euro."
Multiplo di 30. La differenza col Capo
è che io posso pagare. Li ho preparati
questa mattina, prima di avviarmi,
avendo fretta della libertà.
Ma c'è sempre tempo, evidentemente,
per morire e pagare: neanche in questo
mostra di avere fretta la giustizia;
pagherò con comodo,
se si degnerà di dirmelo qualcuno.

Ha 90 euro, il reo, che gli crescono,
per cui stasera andrà in pizzeria.








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