mani ruvide sul foglio bianco
odore acre d'acqua ragia e trementina;
il rosso magenta in piccoli tubetti di stagno,
stofinacci macchiati, accartocciati
su polvere scarlatta di murici essiccate,
bollite in pentola di piombo
al sole caldo d'agosto.
aveva boccali di liquido paglierino
in cui affogare pennelli e pensieri audaci;
frugava tra i colori come un clochard nell'immondizia
e nelle mani, avide d'amore
sublimava l'istinto folle e fugace
di portare a sè quegli occhi di fuoco
e vivere per un attimo
senza pensare al dopo.
Fluidificava i sogni
con olio di cartamo e papavero,
spatolati su cotone a grana grossa
con fare veloce e fermo;
amava della passione il guizzo senza grumi,
il colore impresso nella sua testa
detratto su tela vergine.
ed al risveglio
da quel lungo sospiro in assenza di aria
odiava con tutto sè stesso l'opera compiuta,
perchè di lui, era la parte più viva.