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Pubblicata il 28/03/2007
Morbidamente il sonno si posa su di me
E la notte avvolge la mia pelle come un nero vestito elegante
Ed i miei occhi color corteccia, contemplano la tinta sbiadita sul muro
Intanto che distrattamente ascolto una musica gentile
Nel mentre una nostalgia lontana si abbottona al mio corpo
da che tempo giunge questa inattesa ospite?
ero sereno poc’anzi, quando ancora non immaginavo la pioggia
e nella oscurità le gocce riflettono solo il nero che non noto
ma i miei capelli che cadono sulle spalle si bagnano di realtà
che si versa fredda, copiosa come una cascata senza fascino
e il fragore di essa fodera la mia voce dai toni bassi
(perché a volte le note dei suoni composti sono così tristi?)
Dopotutto nessuna voce è tale se nessuno l’ascolta
Ancora osservo la vernice stinta
E nella sequenza dei movimenti fissi dei miei occhi
Pateticamente scrivo copioni malandati
e non ho forza nella dita per disfare i bottoni dalle asole intrinseche nelle vene
il sangue scorre sempre, anche se infetto dal rancore ereditato
e il flusso mi spinge a constatare lo stento nel formulare domande…
Ancora non comprendo il destino del mio sorriso che alcuni istanti fa mi disegnava
Ma ora forse…la pioggia smette…
Un bottone cade…
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Due "immagini" mi hanno colpito di questo componimento:

-una nostalgia lontana si abbottona al mio corpo
-nessuna voce è tale se nessuno l’ascolta


Complimenti per la poesia...
ciao Roby

il 28/03/2007 alle 21:23

è una poesia dai toni forti svolti pacatamente,forse andava un pò condensata e meglio impostata, ma è veramente bella
ciao

il 29/03/2007 alle 16:23

grazie...vedrò di seguire i tuoi conisgli...sai com'è scrivo sempre a getto...e non penso a ciò che verrà fuori...
cmq..sono sempre disposto a consigli!
ciao....

il 29/03/2007 alle 20:43