PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 17/03/2007
E’ la libertà del vento che cerco di emulare
ravvivandomi i capelli con un gesto sicuro della mano.
Le solite cazzate che passano in tv (di cui non posso proprio
fare a meno), le solite menate del talento, del bel canto all’italiana
non lasciano in segreteria nessun preavviso, arrivano senza troppi complimenti
e si trasformano in milioni di lillipuziani accaniti che tengono prigionieri nella testa
i pochi neuroni che ancora l’hanno fatta franca, che ancora danno segni di vita.

Ma ora è calma piatta, c’hanno mangiato anche le ultime rose
e ci sentiamo ad un passo dal secondo giro di lavatrice,
quello che cancella tutto anche le macchie più cocciute,
quelle che non vogliono mai andare via,
quelle di caffé per tenerci svegli quando il sonno è troppo,
quelle di rossetto per renderci meno amaro il viaggio,
quelle di scorribande alle tre del mattino senza una meta,
senza un motivo che ci renda orgogliosi di noi stessi.

E, alla fine, sono sempre le stesse mani a ravvivarmi i capelli,
le stesse macchie a farmi perdere la faccia.

E, secondo voi, bastano a tirarmi su un paio di tette di gomma?


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