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Pubblicata il 17/03/2007
Laguna di Xiloà Nicaragua

Da madre a figlia
IL CORPO

Il corpo, il mio corpo il tuo corpo,
ti sentivo ti ascoltavo di notte in silenzio.



Eri parte di me ma eri già tu viva e nuova alla vita,

ai sorrisi alle lacrime agli affanni ed alle mille notti insonni.



Il corpo il nostro corpo è vita e preghiera, è sangue, terra, fuoco e radici.
E’ lava che scorre paziente sottoterra.



Radici profonde e fiumi come vene ed arterie che scorrono al mare.
Braccia come rami che tendono al cielo
che invocano il Sole
si flettono ai venti d’estate
aspettando la pioggia
pioggia di vita
come battesimo del cielo.

Il corpo, il nostro corpo un tempio alla vita,
come laguna calma della sera dove una volta era il vulcano,
come fiume in piena,
ed io ti aspettavo.



Ti ho aspettato per tanto tempo e tu sei arrivata una notte d’estate
sei nata al mare della vita.

Il mio corpo il tuo corpo il nostro corpo
come preghiera di vento e di pioggia.
Radici i piedi e rami le braccia ridiamo alla vita io e te figlia mia
felici come un fiume in piena che corre verso il mare.
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era giusta l'impressione , wilde, una Madre legata consapevole della terra del sottoterra del sopraterra. Complimenti.

il 18/03/2007 alle 14:46

una buona lettura fa bene al cuore

il 21/03/2007 alle 23:33

D'una bellezza particolare che corona un'unione profonda . un saluto nadia

il 22/03/2007 alle 23:11