Mi sveglio con una fame innaturale
un desiderio profondo, sangue sangue
la mia mente pensa solo alla rossa linfa vitale
pregusto il suo dolce caldo sapore,
mi ritrovo a correre, cacciare
vedo una graziosa giovine,
vedo il suo cuore battere e il suo respiro farsi affannoso alla mia vista,
la condanno alla mia stessa pena
prendendola come per un amplesso senza amore, con ira selvaggia
poi continuo la caccia,
sento la paura degli uomini, ne sono esaltato
l’odore permea ovunque e solletica l’istinto
mi spinge a correre e uccidere, facendomi godere come non mai.
Passata la notte della Morte
vedo una luce, ho paura
nessuno mi deve vedere,
devo fuggire, nascondermi
la luce mi colpisce, acceca occhi di nera pece
scappare, scappare devo solo scappare.
Infine un rifugio, mi stendo a terra stanco, spossato
mi addormento pieno di disgusto senza sapere perché
vedo solo morte e dannazione, ne sono felice
mi abbandono a questi pensieri,
mi addormento, con il pensiero che appena sveglio riprenderò la mia crociata di morte.