Sono perduto, smarrito,
mi sono perso in una landa oscura
i figli della notte mi inseguono, sono braccato
il loro fiato spira sul mio nudo collo,
le mie gambe incedono senza tregua
loro sono più veloci, instancabili
sempre più vicini, sempre più vicini
graffiano la mia schiena con lunghi artigli
dolore paura, il terrore mi assale
le mie gambe sono stanche, spossate
mi sforzo ma non riesco a continuare,
mi afferrano, sono a terra
un peso mi schiaccia al suolo
sento odore di terra e morte
qualcosa di caldo sfiora il collo pulsante di vita
annusano, sentono la paura, la paura di una preda,
ridono, ridono, il terrore li eccita
sono sempre più vicini, sempre meno distanti
un caldo abbraccio di morte mi copre come un manto
mi sento svenire, il cuore sempre più lento
non ho più paura, solo un grande sonno,
i figli della notte sono spariti, sazi di me
partiti, partiti per dannare un’altra anima
il sonno mi coglie
mi addormento sapendo di svegliarmi cambiato
diverso da tutti, dannato.