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Pubblicata il 14/03/2007

Le duecento parole, Giovannino,
con le quali intessevi le "incredibili
favole vere", in riva al grande fiume,
dove il sole padano
"spacca le pietre e prende a martellate
i cervelli alla gente",
benché poche, però sono bastate
per dar vita immortale
non certo alle Termopili, o a Belfiore,
fallimenti gloriosi di trecento
che infiammarono d'amor patrio gli animi,
ma a quel piccolo mondo che è anche il mio,
alle lotte fraterne di Peppone
e don Camillo, che sei tu, Giovanni:
discorrevi anche tu col Crocifisso?

In riva al grande fiume,
tu mi guardi perplesso; e sotto i baffi
riprendi a masticare un filo d'erba.

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E' un omaggio molto sentito a Giovannino Guareschi, forse proprio perche' quel suo "piccolo mondo" e' anche tuo.
Bellissima la chiusa con la figura di Guareschi in riva al fiume. L'immagine e' viva e istantanea...un po' come incontrare il suo sguardo.

Nostalgica e veramente bella.

S.

il 14/03/2007 alle 20:15

Veramente fine la tua analisi. Grazie, S. In questo mondo così difficile da vivere, resta solo il suo "mondo piccolo" a darci un po' di ossigeno. Un saluto sincero. :-)

il 14/03/2007 alle 22:13

Uomo di sottile umorismo e di moralità ineccepibile. Riuscì a mettere in piazza sdrammattizzandoli gli alti steccati che allora (e forse ancora oggi) esistevano tra le persone in ogni angolo d'Italia. Ottimo ricordo e ottima poesia.

Tante care cose.

il 14/03/2007 alle 23:31

Ti ringrazio, Marco. Rileggo le sue pagine quando voglio ritrovare un po' del mio mondo, andato perduto, mi sa. e rivedo i suoi film sempre con piacere. Ricambio gli auguri.

il 15/03/2007 alle 06:32