Cocente è la notte
intrisa di volontà non dovute
di desideri serrata e delusa.
Tu nel buio assapori nostalgie di sapori
e preghi di non sentire il ronzio della falda
che ti scava fin oltre le soffitte.
Poi in sogno passeggi tra sguscianti pitoni
e dietro i cespugli odi un tintinnar di sonagli.
Al mattino tutto ritratto
si cela nelle caverne
e la luce ti spiega uno sgombro sentiero.