Quante lune dorate di bagliori; stellate da compagnie avare trascorse sul tuo petto quando la pioggia intonava lente cantilene battendo sui nostri tetti frantumati i cocci mielosi di pure speranze, ritrovandoci nudi tra le braccia solo i petali del tempo consunto dai gemiti e dai sussurri di passione.
Questa è la meraviglia del nostro oceano mai stanco anche se a volte mosso da inquietitudini sacrileghe conseguente da fasi lunari personali.
In fondo; ci rincontriamo sempre nei sentieri polverosi dell’anima.
Ed è bagliore tutto ciò che ci avvolge, ed è incastonato nei mille diamanti dei sorrisi tuoi quando le labbra si accingono a sfiorare le vie dorate del corpo scalpitante di chissà quale emozione perpetua. Nella vita l’unica certezza è la vita stessa, che ti sfugge; avvinghiandosi con le sue unghie smaltate il cuore, deturpandone la certezza stessa.
Al crepuscolo d’ogni attimo cadente, le rime silenti tra le vallate in fiore dei paesaggi del cuore si impregnano di colore, il meraviglioso vociferare di uccelli pagani dal petto rosso, nelle rose preziose, tra le spine dei loro steli s’accompagnano alla lieve brezza di rugiada.
Scende fredda come sudori umani, sui tetti di case raccolte da buona gente davanti ai focolari di marmo e granito, aleggia il buon profumo del vino e lo scoppiettar dei camini racchiude conservandone la cornice. Il mare, lì immobile s’assopisce cullando gl’ infanti desiderosi di incontrare, là ,nell’infinito dell’orizzonte ormai circonciso le proprie radici di tulipani , i più maestosi e delicati figli della flora.
Ed è inerme il corallo che porti incastonato al collo,come se fosse un ricordo dolce e tenero facile da ammirare e arduo da levare. Lì al centro del mondo, saltella ad ogni motivo scatenante come l’ira funesta che ti ha colto ier sera. Crollano i presepi di cristallo, si riuniscono i cocci mielosi oramai avvelenati da ricordi perpetui ed equi. Il sospiro è un ruggito di iena e il corpo ansima per il dolore e apatia. Spiegano voli corvi neri dai marci artigli; come quelli nelle carni putrefatte mie. Ora tutto prende movimento, i lieti fanciulli sobbalzati dal mare in tempesta ripetono addii a coralli e a tulipani, con la tetra scoperta dell’essere umano come peggior animale.